Chiamatela felicità

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Intervista rilasciata alla Fondazione Il Cuore Si Scioglie:

Il Cuore si scioglie al fianco di Dynamo Camp.
Ecco il posto dove una vacanza si trasforma in magia, anche grazie all’impegno dei volontari

Claudia e Marco hanno bussato alle porte del Dynamo Camp un giorno di alcuni anni fa. Volevano offrire il loro aiuto e si sono ritrovati dentro qualcosa di più grande. Claudia Ribes, dipendente Unicoop Firenze, aveva presentato domanda come volontario tecnico (si chiama così chi aiuta nella logistica e nel mantenimento della struttura) poi invece è stata selezionata per fare attività con i bambini. «All’inizio pensavo di non essere in grado – ammette – ma poi mi hanno spiegato che il mio carattere socievole e aperto era molto adatto».

Marco Resti, fotografo di professione, ha iniziato come volontario e poi è diventato parte dello staff e responsabile dell’attività Studios (un laboratorio di fotografia e video che coinvolge i ragazzi nella realizzazione di racconti multimediali).

Così, come una calamita, il Dynamo Camp trattiene tutti quelli che ci si avvicinano, stringendoli in un grande abbraccio. « – racconta Claudia – le cose riacquistano il giusto peso e quando esci ti rendi conto che nella vita di tutti i giorni ci perdiamo in dei problemi da niente».

Ogni anno la struttura di Limestre, sull’appennino pistoiese, accoglie migliaia di bambini e ragazzi (5830 dal 2007 ad oggi) dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione. «A parte i medici, che sono sempre presenti per seguire i bambini – spiega Marco – le altre persone dello staff non conoscono la patologia di ognuno. Non dobbiamo concentrarci sulla malattia, ma sul divertimento. Tutti siamo informati su cosa un bambino può o non può fare e il Direttore dei programmi con i responsabili di staff organizza le attività in modo che tutti possano affrontarle. Questa è la terapia ricreativa!».

Appena rientrata, dopo una settimana di Camp a fine giugno, Claudia racconta: «Ho trascorso 24 ore su 24 per 7 giorni con bambini pieni di energia, entusiasmo e voglia di divertirsi, come qualsiasi altro loro coetaneo “normale”. La loro forza deve essere un esempio per tutti noi!».

Al Camp le giornate sono piene: ci si sveglia la mattina presto e dopo la colazione inizia lo sport all’aria aperta, in piscina, a cavallo e poi i laboratori artistici, i giochi e il teatro fino al momento in cui, prima di andare a letto, ci si ritrova per una chiacchierata serale, scambiandosi i pensieri e le emozioni.

«Io penso spesso ai genitori dei bambini– confessa Marco – e immagino lo sforzo emotivo che fanno, distaccandosi dai figli per una settimana. Mi commuovo pensando alla fiducia che ripongono in Dynamo e in tutti noi che ci lavoriamo».

Sì, perché la malattia, in una famiglia, è qualcosa che tocca tutti, anche i fratelli, per i quali infatti il Dynamo Camp organizza sessioni dedicate.
E una settimana al Dynamo non è solo una vacanza ma è….un gioco da ragazzi, spensierato come una risata. Perchè “quando ride un bambino, ride tutto il mondo” (cit. J. Korczak)

Per sostenere Dynamo Camp: www.dynamocamp.org 

(Photo by: A. Alfieri)

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